Se la settimana scorsa vi ho proposto un ascolto, questa settimana mi sono imbattuta in un articolo decisamente interessante. Una profonda e lucida riflessione sul significato e sul valore della musica oggi in relazione al passato. Un’analisi non priva di amarezza, ma ricchissima di spunti e trampolini dai quali affacciarsi e provare a dare un colpo d’occhio da una prospettiva nuova, più elevata e senz’altro entusiasmante.

Gian Lorenzo Lagna è un Musicista, Compositore, Regista, Montatore, Blogger nonché fondatore di Jai Guru Deva – Il Network dei Creativi. Ecco che ne pensa…

https://www.jaigurudeva.it/thecreativenetwork/la-musica-non-parla/

Che ne dite? Secondo voi la musica oggi parla ancora?

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Commenti
  1. Che stilettata al cuore … come poter controbattere? Ma non farlo sarebbe come arrendersi alla sconfitta dell’arte, dell’uomo come spirito creativo (non come bestia).
    Eppure penso che un solo fiammifero sia molto potente anche nella totale oscurità. Bisognerebbe interrogarsi sull’origine di questo qualunquismo, di questa musica fast food, usa e getta, omologata. E dall’origine ,virare… ma osservando l’effetto siamo travolti da una valanga che può solo spazzare via tutto…
    La musica ci parla ancora secondo me, ma in una sala molto caotica e disordinata … dove l’ascoltatore è confuso e si accontenta di questo brusio urlante, identificato poi esso stesso con la musica.
    … il pensiero scaturito dalla lettura di un articolo molto profondo e toccante. Grazie!

    • Sono certo che il processo di svilimento che la musica sta subendo ormai da circa 30 anni non porterà ad una “metamorfosi” irreversibile del suo significato e del suo scopo. Certo disabituarsi al bello, smettere di ambire al sublime e aver sempre più timore di approfondire il senso della realtà (tendenze che, a mio parere, sono state indotte massicciamente dal secondo dopoguerra per comprensibili necessità di spensieratezza e svago), portano ad enormi rischi di de-sensibilizzazione. Ma non credo che l’animo umano potrà mai rinnegare definitivamente la bellezza e allontanarsene per troppo a lungo. Senz’altro oggi vende poco; ma è un picco di un trend legato al commercio e alla distribuzione che sono sicuro sia destinato ad esaurirsi. La mia speranza è che avvenga il prima possibile!

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