Talvolta anche i social, spesso tacciati di inutili banalità e notizie inventate, nascondono alcune realtà non soltanto curiose, ma soprattutto stimolanti. Attenta da sempre al mondo giovanile in quanto didatta, da qualche tempo osservo con occhio vigile, dialoghi e dibattiti nati all’interno di alcuni gruppi Facebook che si dedicano alla musica classica in tutte le sue forme. Pensando, ahimè, con qualche preconcetto, che avrei dibattuto solo ed esclusivamente con soggetti della mia età anagrafica o ancora più avanti negli anni, mi sono dovuta immediatamente ricredere. Dietro a molte considerazioni e analisi, ho incontrato un pubblico non solo fresco ed effervescente, ma anche preparato e ricco di contenuti. Molti di questi giovanissimi ragazzi, già discutono di importanti questioni riguardanti l’interpretazione, il fraseggio, i dettagli tecnici di un’esecuzione, svolgendo quasi funzione di critica musicale esperta. Tra questi, ho conosciuto personalmente una giovane promessa della critica e del pianismo italiano. Attraverso la sua rubrica, Il Musicofilo alias Alberto Brunero, abile nel maneggiare materiale culturale sui social, distribuisce piccole chicche mediatiche brevi e mirate impegnandosi a divulgare quotidianamente aneddoti e piccole sorprese che spingono il visualizzatore ad approfondire. Il ritornello finale o slogan, che dir si voglia, dei suoi brevi articoli, tuona alla stregua di un grido d’invocazione: “Aiutatemi a diffondere la cultura musicale, condividete”. Apprezzando personalmente il suo sforzo nel divulgare informazioni preziose e a volte inusuali, colgo l’occasione per ascoltare insieme a voi due straordinari pezzi sinfonici “Il valse triste” op.44 n.1 di Sibelius e il Valzer da Concerto in Re minore op.47 n.1 di Glazunov, ascolti scelti ed introdotti da Alberto Brunero.

Buon ascolto e buona musica a tutti!

Il “Valse triste”, Op.44 No.1, è un brano del compositore finlandese Jean Sibelius (1865-1957).

Nel 1903 musicò il dramma Kuolema (“La morte”), narrante la veglia di un ragazzo diciannovenne sulla madre morta. La prima musica di scena fu ripresa e rivisitata dall’autore, che la ripropose al pubblico con il nome con cui oggi la conosciamo.

Una musica meravigliosa, intrisa di melanconia e struggimento con tinte tipicamente nordiche: un dramma in sottofondo, che emerge con tutto il suo impeto e la sua dirompenza.

Ci tormenta l’Orchestra da camera Norvegese.

Aiutatemi a diffondere la cultura musicale,
condividete🎼❤️

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NON FERMATEVI AI PRIMI SECONDI, VI PREGO DI CONTINUARE L’ASCOLTO, PERCHÈ VE NE INNAMORERETE🎼❤️

Il Valzer da concerto in Re Minore Op.47, No.1 fu composto da Aleksandr Glazunov (1865-1936) nel 1893.

Maestro, tra i tanti, del grande Dmitrij Sostakovič, Glazunov rappresenta un caposaldo del romanticismo russo (sembra infatti di ascoltare il più noto Čajkovskij): inoltre, è considerato un anello di congiunzione tra il Gruppo dei Cinque, “il vecchio” (ma è più che riduttivo, ve ne parlerò), e la nuova sinfonia sovietica, poi guidata da Stravinskij, Sostakovič e compagni.

Ci cullano l’Orchestra Nazionale Russa sotto la bacchetta del pianista Michail Pletnëv, convertitosi da poco alla direzione.

Aiutatemi a diffondere la cultura musicale, condividete🎼❤️

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